Data: 29/12/2011
Categoria: News | Tags: Lost, Leo Leiria, Brasile
Leo Leiria è un nome che negl′ultimi anni è cresciuto tanto, un nome che si è fatto sempre più spazio tra i media ed il mondo del surf Italiano. Abbiamo deciso di intervistarlo per conoscere la sua storia e cosa significa per un rider straniero giungere in Italia, coltivando lo sport che amava fare nel suo paese, ma su onde differenti e in una surf community copletamente nuova.
Leo Leira un nome che ti fa venir subito in mente air e rotazioni?
Hahaha ma dici? Per me no, però Mattia (Morri) mi chiama sempre Leo L’Aerial !! hahaha
Ti va di raccontarci un po la tua storia?
Sono nato a Porto Alegre, sud del Brasile, ho iniziato a fare surf tramite mio fratello più grande (Gilson Leiria) che mi ha regalato la mia prima tavola quando avevo 10 anni e mi ha insegnato tutto quello che so sul surf. All’ età di 12 anni ho fatto la mia prima gara regionale nel mio home spot arrivando primo, dopo di che mi sono innamorato delle competizione e non mi sono più fermato. A 18 anni sono andato a vivere da solo a Florianopolis (capitale Brasiliana del surf) per diventare professionista e fare il campionato Brasiliano, sempre nella 2° divisione, ma non sono mai riuscito ad entrare nella zona di classifica per accedere a gli TOP 45 (1° divisione). In Brasile siamo tanti ed il livello è veramente molto alto.
A Florianopolis esistono molte fabbriche di tavole da surf e, non riuscivo a vivere solo con il surf , ho cominciato ad imparare a fare riparazione in una fabbrica vicino a casa mia, passando dopo al SAND e per fine GLASSER, che è una delle mie passioni. Infatti amo resinare tavole.
Nel 2007 sono venuto in Italia per pubblicizzare un noto marchio di tavole in cui ero sponsorizzato, dovevo stare 2 mesi in Italia facendo foto e qualche special event, ma tutto è cambiato quando ho conosciuto Alessandra (Mauri), mi sono innamorato tanto e per lei ho deciso di restare in Italia.
Lei mi ha introdotto nel mondo del surf Italiano e adesso ho ottimi sponsors che mi supportano. Ho partecipato al campionato TOP44 e, da 3 anni , lavoro resinando tavole X con Andrea D’Angelo che è come un fratello per me!, senza parlare di Stefano Giordano, Mauro e Feroci crew, Fabrizio, tutta la crew di Focene ed il mio migliore amico Alessandro Ragonese.
Qui in Italia ho conosciuto la donna della mia vita, ho fatto un sacco di amicizie e lavoro e faccio surf… mi trovo bene… viva l’Italia!!
Quali emozioni e sensazioni vive un surfer straniero in Italia?
Il mediterraneo è un posto molto speciale, ma allo stesso tempo, ti fa diventare pazzo. Per 15 giorni guardi dalla finestra di casa e vedi solo piatta, poi all’improvviso ti regala emozioni e sensazioni incredibili come andare a cercare la swell giusta nel posto giusto, trovando la stessa potenza dell’oceano e molte volte una qualità superiore. Inoltre il mediterraneo ti insegna a dare valore a qualsiasi tipo di onda come mezzo metro con vento da mare d’inverno.
Le prime impressioni di quando sei arrivato in Italia?
Sono arrivato con una swell di scirocco incredibile, ho surfato per 2 giorni un ottimo beach break a Fiumicino e nel terzo giorno ho surfato Banzai mitico, mi sono detto, qui è la California!!
Dopo di che ho trovato 20 giorni di piatta e sono ingrassato 5 chili per colpa della vostra meravigliosa cucina.
La saudagi è?
Humm… la saudade di uscire di casa dei miei con la tavola sotto il braccio, surfare e tornare a mezzo giorno con mio papà che già ha messo la carne sopra il fuoco per fare un bel CHURRASCO GAUCHO.
Progetti futuri sia personali che di surfers?
Fare una bella famiglia con la mia Ale, surfare molto con lei sia qui che all’estero, resinare molte tavole da surf e fare molte foto e video shooting, dando il massimo di ritorno ai miei sponsors.
Ti abbiamo visto ogni anno accrescere il tuo livello di surf, come te lo spieghi questa rapida evoluzioni?
Molti video di surf, sessions e sessions di skate, straching e surfare sempre e il massimo!
Leo Leira è un airman e cosa significa per te questa definizione?
Sono un airman?? Bo.. so che quello che mi da una soddisfazione enorme dentro d’acqua è chiudere un bel air ruotanto o no, grab o senza grab, non importa, amo gli ‘’airs’’, forse, per quello mi chiamano così. In una session cerco di fare il maggiore numero di airs possibili. Mi sento onorato ad esser definito come un ‘’airman’’, grazie!
Ti senti completo sia come persona che come surfer?
Come persona si. Ho una bellissima famiglia, ho una donna incredibile al mio fianco e sto realizzando li mio sogno nel cassetto cioè, vivere di surf, che amo da morire ed è la mia religione. Come surfer cerco di essere il più completo possibile, ma ho molto da imparare come tutti noi, basta che quando entriamo nel acqua ci scordiamo di tutto e ci divertiamo al massimo, sia da soli che con gli amici. Questo è il surf; puro divertimento e relax.
Intervista a cura di: Filippo Tocca
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