Rincorrendo il mare - Intervista a Gian Maria Cattani

Data: 24/01/2012

Categoria: News | Tags: giappa, surf, intervista, longboard, mare, passione

IL GIAPPA

"Non importa da dove vieni, quello che per noi conta è la tua passione per il mare e le onde".

Con questa frase, oggi vogliamo presentarvi un personaggio che alcuni di voi conoscono già ma che per altri potrebbe essere un perfetto sconosciuto. Noi di SurfCulture lo incontriamo spesso lungo le coste Mediterranee e vi possiamo assicurare che è propio un personaggio...Scopriamo il perchè.

IL GIAPPA

IL GIAPPA

Nome e Cognome:
Gian Maria "Giappa" Cattani

Età:
32 (dichiarati 17)

Residenza:
Fidenza a.k.a. Borgo San Donnino (Parma)

Chi è il "Giappa" ?
Bella domanda! Diciamo che è un padre di famiglia che non ha mai smesso di sognare e di concretizzare i suoi desideri.

Da dove nasce la tua passione per il surf?
La passione per le tavole mi è esplosa con la skateboard a metà degli anni ′80, ma penso di avere un cromosoma particolare nel DNA.
Quella per il surf è nata nei primi anni ′90 quando vedevo i surfisti all′Idrovora (R.I.P.) di Marina di Carrara e passavo ore seduto sul molo a guardarli.

Voci di corridoio ci dicono che  recentemente hai deciso di realizzare qualche tavola da surf…raccontaci come è andata la prima volta:
Più che tavole le chiamerei dogmi galleggianti. L′idea di creare delle tavole me l′ha inculcata il mio surf guru nonché il mio socio in affari Diego "Gardo" Gardini e insieme abbiamo creato la numero ZERO.  Gli unici insegnamenti che avevamo erano quelli del video di JC e qualche manuale trovato nel web. Ci siamo messi nel sotto tetto del suo garage nel mese di febbraio due anni fa a shapare e resinare: il mese più freddo e umido dell′anno; le condizioni climatiche peggiori per far indurire la resina. Il lavoro in se non era andato male, ma il prodotto finito era fragile come un cracker. Ora il suo unico utilizzo ora è quello di accessorio per un Maggiolino Volkswagen ai raduni. Con vari tentativi di resinatura ho poi scoperto dove avevamo sbagliato.

Che consiglio vorresti dare a chi decide di realizzare una tavola da surf per la prima volta?
Provare tante tavole e guardare bene i bordi e il bottom, poi con tanta calma e pazienza mettersi a realizzare con la propria fantasia senza copiare al 100%. La soddisfazione di surfare il proprio shape sarà indescrivibile, quasi come la prima onda.


Come mai questa passione per il surf nonostante tu viva lontano dal mare?
Da più di 25 anni mi dedico agli sport da tavola  skate, snowboard e ora surf; non abitando al mare era il più difficile da praticare e ci sono arrivato un po′ in ritardo.
Tutti gli sport da tavola esistono perché prima è nato il surf: per me era inevitabile arrivare a praticarlo.
Adesso però mi rendo conto che il mare è molto più vicino di quello che credevo: webcam, siti web come il vostro o 100km di autocammionale della Cisa mi permettono di arrivare alle onde ogni volta che desidero.

IL GIAPPA

Raccontaci la tua "prima volta" :
Le prime onde provavo già a prenderle con mia cugina al mare all′età di 11 anni: gonfiavamo il materassino (quello blu e rosso di tela  che ti grattava la pelle) fino a farlo quasi esplodere e poi cercavamo di partire sulle schiume. Forse un paio di volte di siamo anche riusciti ad alzarci in piedi per poi rovinare contro i durissimi e spigolosissimi tappi dell′abrasivo materassino.
Alcuni tentativi li ho fatti tra il 1997 e il 2005, ma la prima vera corsa l′ho fatta ad agosto del 2008. Tagliare l′onda e sentire la tavola che accelerava mi fatto emozionare come un bimbo che apre i regali di Natale sotto l′albero.
Stavo passeggiando mano nella mano con Madre Natura. Nel suo giardino.

Come vivi il fatto di aver iniziato ha surfare non da giovanissimo?
??? Io sono ancora giovanissimo!  
Molto probabilmente non avrei mai potuto iniziare prima per vari motivi, ma in fondo credo che sia stato meglio così.
A 32 anni riesco ad apprezzare molto di più ogni piccola cosa dentro e fuori dall′acqua.
Il surf mi ha fatto conoscere un sacco di amici e gente nuova: quando sei più giovane è molto probabile che pensi solo alle onde e meno a chi ti circonda.

Chi sono i tuoi compagni di avventura?
Ovviamente il Gardo e la Manu (la sua dolce metà), la Chiara, Paolo, il Galloch, Carra, Glen, Tonio il Giardiniere, più un′altra dozzina di ragazzi contagiati da noi. Quando uno vuole andare manda un paio di sms e in un attimo si fanno una o due macchine per venire al mare.
Poi, posto che vai, amici che trovi.

Longboard o shortboard?
Longboard.
Le ragioni sono diverse: oltre ad affascinarmi molto lo stile rilassato dei tavolini sulle gobbe glassy, mi piace prendere le onde senza sbattermi troppo e dopo tribolare come un matto per gestire una specie di autobus sulle onde più incazzate… tipo il pontile di Forte dei Marmi.
In realtà un giorno mi piacerebbe usare anche la short e provare le manovre che si fanno anche in skate.
Staremo a vedere; magari quando divento grande mi ci metto d′impegno e imparo ad usarla.

Che consiglio vuoi dare a chi come te vive lontano dal mare ed ha una gran passione per il surf? Come sopravvivere?
Direi che la soluzione ideale è quella di trovarsi un passatempo che sia legato al surf, ma che si possa fare tranquillamente nella propria città: tipo  nuotare, esercizi di core stability in palestre competenti, arti marziali, indo-board, skate, dipingere, shapare tavole, etc
L′importante è fare tutto allo scopo di migliorarsi in acqua. Di sicuro il tempo scorrerà più velocemente e l′attesa di una mareggiata sarà meno stressante.

IL GIAPPA

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