Sogni nel cassetto

Data: 29/08/2010

Categoria: Photos | Tags: Lorenzo Armati, Switch Shop, Firenze, Scandicci

Lorenzo Armati

Lorenzo Armati ( SWITCH SURF SHOP ). Intervista e foto a cura di Damiano Favilli.

Lorenzo fa diversi lavori prima di arrivare a questo punto. Per circa tre anni è responsabile presso un negozio di dischi per poi fare per tre anni il falegname.
A 19 anni, durante un viaggio nei Paesi Baschi, scopre quella che poi sarebbe diventata una delle sue più grandi passioni: Il surf.
Lorenzo si appassiona oltre ogni previsione a questo sport, diventando uno di quelli che possiamo definire Free-Surfers e cerca di dare sfogo a questa nuova passione ogni qualvolta gli si presenti l’occasione, surfando nuovi spot, facendo nuove conoscenze e scoprendo sensazioni che fino a quel momento non credeva di poter provare.
Da ragazzo di città quale era, scopre la libertà ed il senso di beatitudine che soltanto il mare riesce a dare a chi impara a viverlo a pieno.
Continua ad alternare la vita di città di tutti i giorni con i momenti di spensierata follia surfistica per circa sette anni, finche non si rende conto che è giunta l’ora di cambiare pagina, decidendo di trasformare questa sua passione in quello che sarebbe stato il suo lavoro, ma soprattutto il suo stile di vita.
Nel 2005 apre a Scandicci in provincia di Firenze, Switch shop diventando così di diritto, come lo chiamano gli amici, il Boss di Switch!

Lorenzo Armati

Dai Lore, dimmi un po’ cosa ti ha spinto a far diventare quella che era la tua passione nel tuo lavoro? C’è stato qualcuno in particolare che ti ha motivato?

Sicuramente uno dei motivi è stata proprio la passione stessa, desideravo far parte di quel mondo che avevo scoperto e che tanto mi aveva appassionato, aprire un surf shop lo vedevo come il giusto compromesso tra il non abbandonare questa passione  e il bisogno di lavorare. Venendo da un passato di operaio dipendente dove ero costretto a trascurare le mie passioni, pensare di poter stare a stretto contatto con le persone in un ambiente mio, mi sembrava un sogno. Chiaramente come ogni sogno che si rispetti, anche questo si è poi scontrato con la realtà...è a quel punto che ti rendi conto che non è tutto rose e fiori, ma infondo ne vale la pena. Nessuno in particolare mi ha motivato ad aprire il negozio, è stato più il mio desiderio che altro.

Aprire un negozio simile avrà rivoluzionato completamente la tua vita. Dimmi un po’, trovi sempre il tempo per fare ciò che ti piaceva e che ti ha portato fino a qui?

Sicuramente cambia la tua vita radicalmente, il tempo è poco, se non quasi nullo, specialmente all’inizio quando 24 ore su 24 stai dietro a ciò che stai tirando sù. La voglia di surfare non passa, anzi aumenta con il tempo...
Quindi, arrivato ad oggi che il negozio è avviato e le cose cominciano ad andare, riesco anche a trovare il tempo per riprendere la tavola e farmi qualche bel bagnetto.

Ora parlami un po di Switch Shop.

Diciamo che fin dall’inizio ho cercato di creare il negozio seguendo un’idea guida: la passione per questo sport. Cerco di portare avanti quest’idea anche per quanto riguarda la scelta dei brands, che sempre più spesso, ricade su aziende un po’ meno commercializzate, che creano i propri capi partendo da una passione vera e propria piuttosto che dalla sola idea del guadagno finale.
Questo secondo me ha influito tanto anche sul tipo di clientela con cui oggi mi trovo ad avere a che fare, vedo il mio negozio sempre più spesso frequentato e scelto non solo da persone che vengono, comprano e scompaiono, molti dei miei clienti sono ormai diventati amici e passano anche solo per un saluto, questa cosa mi fa molto piacere, era proprio così che la immaginavo, mi terrorizzava l’idea del rapporto puramente commerciale che c’è tra commesso e cliente in un negozio della grande distribuzione.

switch surf shop

switch surf shop

switch surf shop

Girando all’interno del negozio si ha l’idea di essere in un posto molto “easy” e familiare. Come sei arrivato ad arredare così il tuo shop?

Allora, partendo dal presupposto che tutto ciò che vedi è opera mia, l’intento era quello di staccarmi il più possibile dall’ambiente classico del negozio di sport da centro commerciale.
Stiamo comunque parlando di un negozio che nasce da un’idea ben precisa, da una passione per uno sport che ti mette a stretto contatto con la natura, questo mi ha portato ad usare molto legno e diciamo che se potessi arriverei a sostituire il pavimento con della tiepida sabbia bianca.

Parliamo un’attimo di te. Come e dove ti vedi tra 10 anni?

Tra dieci anni ne avrò...42... Bella domanda!!
Diciamo che mi vedo solo un po più grande, sopratutto spero di continuare a fare ciò che mi piace e di seguire le mie passioni, infondo se riesci a far questo vivi bene.

Quindi, domanda obbligatoria: Sogno nel cassetto?

Non credo tu lo possa trascrivere...

Credi che le nuove generazioni si stiano un po’ più avvicinando a questi sport d’oltre oceano o credi che, sport come il surf, siano destinati a rimanere in ombra?

Capisco cosa intendi dire, purtroppo molti ragazzi tendono ad avvicinarsi a questo mondo solo per quello che riguarda il lato estetico, vuoi la sempre maggior pubblicità o la semplice voglia di apparire.
Purtroppo gran parte di loro lo fa solo per moda.
Sempre più ragazzi entrano in mare giusto per credersi dei surfisti e vendersi come tali, scambiando questo per un mondo fatto solo di party e divertimento, niente di più lontano dalla realtà. Ok, si fa festa e ci si diverte, ma prova a descrivere loro la sensazione di stare in acqua, dove avvolte ci si sente degli Dei, e avvolte dei falliti, la sensazione di non percepire più dove finisce il tuo corpo e inizia il mare, dove anche se si è in cento si è soli. Solo chi vive questo sport con dedizione e amore può capire ciò che gli descrivi.

Ok Lore, siamo giunti alla fine di questa ITW... Ultima domanda di rito: Vuoi ringraziare qualcuno in particolare? Ma soprattutto,vuoi mandare qualcuno a quel paese?

Ahahah...Allora, ringrazio la mia famiglia che mi ha sostenuto in questi anni non lasciandomi mai solo in quest’impresa e a una persona in particolare, della quale preferisco non fare il nome, che mi ha fatto vedere degli aspetti di me che ancora non avevo scoperto.

Per quanto riguarda il mandare a quel paese...beh, qualcuno ci sarebbe...ma credo che infondo anche loro con i loro comportamenti sbagliati, abbiano incentivato la mia voglia di riuscire.


Lorenzo Armati

Commenti:

Cristina scrive:

Grande Loreee...s′era anche pettinato x l′occasine :) Bellissime le foto...sono di parte ma lo dovevo proprio dire hihi!

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